Convivenza con il figlio naturale e assegnazione della casa familiare
I figli nati da unione coniugale o di fatto hanno il diritto di restare nella casa familiare, quando i genitori si separano.
Per l’estate 2022 “Milano Aiuta” offre numerosi servizi dedicati alle persone anziane e con disabilità per favorire la socializzazione e potenziare le azioni di contrasto alla solitudine in caso di necessità temporanea.
La rubrica di diritto si arricchisce di nuovi contenuti e di una nuova consulenza. Oltre al diritto di famiglia, esamineremo questioni legate al diritto del lavoro al femminile. Affronteremo questioni frequenti ma complesse in maniera semplice ed esauriente. Con la speranza di contribuire a "districarci" nel complesso mondo giuridico
e forse a difenderci nei nostri diritti.
I figli nati da unione coniugale o di fatto hanno il diritto di restare nella casa familiare, quando i genitori si separano.
Al Senato, in Commissione Giustizia, è in discussione un disegno di
legge (n. 957) volto ad apportare alcune sostanziali modifiche alla
normativa relativa all’affido condiviso dei figli in caso di separazione
dei genitori (sposati o conviventi).
La scelta del regime patrimoniale della famiglia: un problema da non sottovalutare.
Breve quadro degli strumenti a disposizione delle aziende per favorire
la conciliazione dei tempi casa - lavoro per le madri lavoratrici e i
padri lavoratori.
Con il cioccolato nero, benefici cardiovascolari. Lo sostengono alcuni ricercatori australiani, che si sono posti l'obiettivo di verificare l'efficacia e il rapporto costo/beneficio del
consumo quotidiano di cioccolato nero in una popolazione ad alto
rischio cardiovascolare.
Secondo la Corte di cassazione, la convivenza avente carattere di
stabilità e continuità fa perdere il diritto all'assegno di
mantenimento.
L'articolo
sintetizza le norme poste a tutela dei diritti della madre
lavoratrice sia in termini di tutela della salute, sia di tutela del
posto di lavoro e della retribuzione.
Per la Corte di Cassazione il promesso sposo che rifiuta di contrarre il matrimonio deve rimborsare le spese, ma non risarcire i danni morali.